Avvisi Parrocchiali

Domenica 19

Ore 9.30 S. Messa

Ore 10.00 S. Messa in S. Emiliano

Ore 11.00 S. Messa di Prima Comunione

Ore 16.00 S. Messa in latino

Ore 18.30 S. Messa

Ore 19.30 Gruppo Pre-Adolescenti III Media


Lunedì 20

Ore 18.00 S. Messa


Martedì 21 – S. Zeno, patrono della diocesi di Verona

Ore 14.30 Catechismo di 1^ – 2^ – 3^ e 4^ Primaria

Ore 16.15 Catechismo 4^ Primaria (2° turno)

Ore 18.00 S. Messa


Mercoledì 22

Ore 16.15 Catechismo 2^ Secondaria

Ore 18.00 S. Messa

Ore 20.30 Gruppo Adolescenti


Giovedì 23

Ore 16.30 Adorazione

Ore 18.00 S. Messa


Venerdì 24

Ore 16.30 S. Messa in casa di riposo


Sabato 25

Ore 18.30 S. Messa


Domenica 26

Ore 9.30 S. Messa

Ore 10.00 S. Messa in S. Emiliano

Ore 11.00 S. Messa di fine anno catechistico

Ore 18.30 S. Messa


Cero del Tabernacolo

Questa settimana il cero che arde davanti al SS.mo Sacramento nel Tabernacolo è offerto per la persona e le intenzioni delle famiglie Favalli e Turchetti.


Processione di fine Mese di Maggio

Giovedì 30 maggio alle 20.30 presso la chiesa di Pratello sarà celebrata la S. Messa a cui seguirà la processione di chiusura del mese di maggio. Il percorso, come lo scorso anno, sarà: via Levrini, via Pratello, via Caravigla, via Mazzardi. La conclusione sarà in S. Emiliano.


Estate

Da lunedì 3 Giugno, le SS. Messe feriali avranno i seguenti orari e saranno celebrate nei seguenti luoghi:

  • Lunedì Ore 18.00 Chiesa di Villa
  • Martedì Ore 18.00 Chiesa di Torricella (cimitero)
  • Mercoledì Ore 20.30 Chiesa di Pratello
  • Giovedì Ore 20.30 Chiesa di S. Emiliano
  • Venerdì Ore 16.30 Casa di Riposo


Assenza don Francesco

Don Francesco parteciperà ad un corso di aggiornamento da lunedì 20 a mercoledì 22.


Pulizie della chiesa

Si chiede la disponibilità di persone per un aiuto nelle pulizie della chiesa.

5×1000 all’Oratorio

Per devolvere il 5×1000 al nostro Oratorio è necessario inserire il codice 93005010173 nello spazio apposito della denuncia dei redditi. Lo scorso anno 62 persone hanno firmato a favore dell’Oratorio e ci sono stati assegnati € 4.237,79. Grazie!


Vincent Lambert, il 20 maggio sarà eseguita la condanna a morte per fame e sete di Paola Belletti

Sul pianeta rosso, persino, siamo finiti a cercare l’acqua e nell’ospedale di Rems, in Francia, è programmato che a partire dal 20 maggio, lunedì prossimo, sia tolta l’idratazione ad un uomo immobilizzato a letto perché muoia. Quest’uomo si chiama Vincent Lambert, un signore che ha avuto la sfortuna di incappare in un incidente stradale nel 2008 unito all’ardire di non morire subito. Era in sella alla sua moto, il 29 settembre di 11 anni fa e stava andando al lavoro. […] Un uomo adulto, disabile e non in fin di vita, amato e accudito dai suoi anziani e pugnaci genitori -meno, molto meno dalla moglie che invece si trova d’accordo con i medici che intendono procedere con la sospensione dei sostegni vitali […] -, fra circa 72 ore sarà privato del nutrimento e peggio, molto peggio, dell’idratazione. Come un cane alla catena e la ciotola messa distante un palmo in più della lunghezza del collo teso al massimo. Perché i mezzi per idratarlo e nutrirlo sono proprio lì a pochi centimetri da lui. Era il 10 maggio scorso. Eppure, ripetiamolo ancora, e ancora, l’uomo non è affatto in una fase terminale, cioè non si tratta di accelerare un processo già iniziato quello dell’agonia che altrimenti sarebbe stranamente lungo: 11 anni di agonia ininterrotta visto che le condizioni sono stabili da allora. Distinguo agghiacciante poiché anche l’agonia che conduce alla morte è parte integrante e intoccabile della vita di una persona. Esiste la terapia del dolore, esistono sistemi umani e davvero pietosi per accompagnarla. Ma siccome abbiamo a che fare con una serie di cervelli che ragionano di qualità di vita (la loro, forse) allora conviene che si sappia: Vincent non sta morendo. Vincent non sta morendo. Vincent non sta morendo. La madre lo dice continuamente e ogni volta la umiliano con insulse virgolette come si trattasse di invenzione della sua febbrile immaginazione, di una donna resa pazza non tanto dall’amore al figlio, quanto dal suo essere cattolica, vicina a frange integraliste; lo ricorda Leone Grotti su Tempi. Siamo alle solite, che noia signori miei, se non fosse che anche questa è vera persecuzione e con tanto di morti e feriti. Vincent è tetraplegico, in uno stato di coscienza minima (la mamma dice “Manifesta regolarmente la sua presenza, ci riconosce […]. Ha bisogno di tempo, di fiducia, di benevolenza”), nutrito e idratato artificialmente, in grado di respirare da solo, con regolare ritmo sonno-veglia. E’ evidentemente una persona in stato di grave handicap (ce ne sono anche di molto più gravi! Per esempio mi pare che risponda agli stimoli visivi, e uditivi e tattili. E che abbia “solo” il sondino e non la più invasiva PEG). Ma essere handicappati equivale quindi ad un crimine tra i più odiosi se merita la pena capitale. Lo disse Oriana Fallaci, lo diciamo anche noi. Lei parlava allora di Terry Schlinder Schiavo. Intervistata dal quotidiano “Il Foglio” commentava: “nella nostra società parlare di Diritti-Umani è davvero un’impostura, una farisaica commedia. Ne deduco che da noi essere malati in modo inguaribile è un delitto per cui si rischia la pena capitale. Ne deduco che nel nostro tempo chi è malato in modo inguaribile viene considerato un cittadino inutile, un disturbo da cancellare, quindi un reprobo da punire. […] Ammazziamoli tutti gli handicappati, i paralitici, i paraplegici, i tetraplegici, i mongoloidi, i nonni e le nonne novantenni che giacciono a letto col femore rotto. E con loro i rachitici, i gobbi, i monchi, gli zoppi, i ciechi, i sordi. Anche se sono sordi come Beethoven che da sordo scrisse l’Eroica. Anche se sono ciechi come Omero che da cieco scrisse l’Iliade e l’Odissea”. […] Un’iperbole che perde forza retorica a vista d’occhio e diventa ogni giorno di più una didascalia, la cronaca di un fenomeno reale e pervasivo. Hanno semplicemente programmato di sopprimerlo, Vincent. E siccome sono persone a modo e organizzate hanno sfogliato le agende e visto che lunedì prossimo poteva andare. Ovvero ad un mese di distanza dall’ultima tregua concessa dal ricorso presentato dai legali dei genitori e accolto dalla Corte del Tribunale Amministrativo di Châlons en Champagne. In nome di quel pronunciamento la rimozione dell’idratazione è stata sospesa. […] «Non è privo di coscienza, ma della capacità di esprimersi», afferma instancabile la madre Viviane. Di parere opposto, ma concorde con la Corte dei diritti umani, l’ospedale, sono due degli otto fratelli di Vincent, un nipote e soprattutto la moglie. La quale riferirebbe di una volontà espressa dal marito, prima dell’incidente, di non voler vivere ridotto in quello stato. […] La Francia sputa in faccia a Vincent Lambert (l’espressione è dell’avvocato dei signori Lambert, NdR) fino alla fine: mercoledì 15 maggio il tribunale amministrativo di Parigi ha respinto per l’ennesima volta un ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati dei genitori di Vincent. Lo scopo del ricorso era di chiedere al giudice di provvedimenti provvisori di sospendere l’interruzione dei trattamenti decisi per la settimana del 20 maggio dell’ospedale di Rèims. Secondo quanto riportato da alcuni media francesi (“Valeurs Actuelles”, “20 Minutes France” e il canale televisivo BFM, tra i vari) gli avvocati di Viviane e Pierre, i genitori di Vincent, stanno cercando di giocare le ultime carte possibili per fermare la decisione di lasciare morire di fame e sete il loro figlio. Questi due anziani leoni avevano già ottenuto l’intervento dell’ONU, interpellata nel suo Comitato sui Diritti delle persone con handicap (CIDPH): la Francia ne prendeva atto ma non tanto da tenerne conto. La richiesta di non interrompere nutrizione e idratazione o meglio di sospendere la decisione della loro sospensione è ignorata. “Dobbiamo mantenere la speranza fino alla fine e spiegare a tutti che Vincent non è alla fine della sua vita, è disabile!”, non smette di denunciare Viviane Lambert. E chiama a raccolta i francesi domenica 19 maggio per un presidio davanti all’ingresso dell’Ospedale di Rèims: “Nulla è perso, il Comitato delle Nazioni Unite dei disabili ha chiesto alla Francia per continuare ad idratare e nutrire Vincent, la Francia deve rispettare la convenzione che ha firmato, deve farlo per Vincent, ma anche per tutte le altre persone disabili come Vincent”.