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Origini e trasformazione nei secoli, dell’edificio della Parrocchiale di S. Maria Assunta e Ss. Emiliano e Cassiano

Nell’ottobre dell’anno 1459 il Vescovo di Verona, Ermolao Barbaro, in visita Pastorale a Padenghe, consacrò la cappella, o chiesa, di S. Maria e dedicò il suo altare maggiore alla Natività della Vergine; la cappella di S. Maria stava ove oggi vi è la chiesa parrocchiale, edificata nel 1600 trasformando tale cappella e utilizzando parte delle sue vecchie fondamenta.

In tale periodo l’antica chiesa di S. Cassiano posta nell’omonima zona a lago, che per secoli fu la parrocchiale del paese, era semidistrutta e ormai abbandonata anche a seguito delle incursioni selvagge degli Unni e di altri invasori che, dal secolo X° e successivi, transitavano sulle sponde del lago distruggendo e bruciando ogni cosa: tanto che nel 1541, quanto ancora rimasto di detta chiesa, fu fatto demolire dall’inviato del vescovo di Verona, Gian Matteo Giberti, …“avendola (la chiesa) trovata abbandonata e semidistrutta”. La popolazione infatti a seguito delle incursioni distruttive citate era fuggita dal lago, risalendo in collina, avvicinandosi alla Pieve di S. Emiliano, più sicura e di recente costruzione.

Nel secolo XV° a Padenghe vi erano quindi due chiese: la Pieve di S. Emiliano, collocata in collina, ad ovest del paese e assurta da decenni a Parrocchiale, e la Cappella, o Chiesa, di S. Maria collocata nel centro del paese, sempre più frequentata dalla popolazione che la gradiva per la vicinanza e la comodità nel praticarla.

Il suo definitivo passaggio a parrocchiale, tuttavia, avvenne nel secolo successivo anche a seguito del decadimento della Pieve di S. Emiliano e per il costante incremento dell’interesse della popolazione per la Chiesa di S. Maria, quando il 16 maggio 1530 il vescovo di Verona Matteo Giberti, giunto a Padenghe per una visita pastorale estesa anche ai comuni vicini, lasciò scritto nella sua relazione: “… la chiesa di Santa Maria è la nuova Parrocchiale, è stata proclamata plebana, ed ha un valore di 100 ducati…”; Padenghe allora contava 1105 abitanti e l’arciprete era il Rev.do Don Martino de Boffini.

Nel 1585, dopo reiterate sollecitazioni del Vescovo di Verona, Agostino Valier, che nel 1578 ordinava al parroco di costruire una nuova chiesa più decente e più adatta al numero di abitanti nel paese, e dopo che nel 1583 inviato il Suo Vicario Generale Vescovile in visita a Padenghe constatò che nulla ancora era stato fatto per la nuova chiesa, il Parroco don Giovanni Maria Boffini, raccolse infine la sollecitazione del Vescovo e contattò il pittore e Architetto veronese Paolo Farinati, dandogli l’incarico di eseguire la Pala per l’Altare maggiore e la realizzazione dei progetti della nuova chiesa: da edificare sulle fondazioni della esistente Chiesa di S. Maria.

Il Farinati accetta, e consegna i progetti già a fine 1585, ma i lavori ritardano, forse per mancanza di mezzi o forse per disinteresse del parroco: fatto si è che iniziarono non prima del 1611 per concludersi, per la struttura principale ed il campanile, nell’anno 1622.

Il 29 giugno 1628, il vescovo di Castellaneta Aurelio Averoldi, con licenza del Vescovo di Verona Alberto Valier, consacra la Chiesa e l’altare maggiore in onore di S. Maria e di San Emiliano martire.

Successivamente, la costruzione e i rifacimenti di numerose cappelle, e relativi altari, proseguirono, a fasi alterne, per secoli.

Le principali modifiche strutturali, esterne ed interne dopo il 1628 furono le seguenti:

  1. Nell’anno 1683 venne completata la facciata della Chiesa con il suo portale, le trabeazioni e le lesene in marmo che ancora l’adornano;
  2. Nel mese di luglio 1736 si procedette alla costruzione del portico a protezione e contenimento delle tombe di famiglia, posto sul fianco della chiesa che prospettava sul cimitero esistente (l’attuale cortile delle suore); per la costruzione vennero utilizzate anche le colonne recuperate dalla citata demolizione della Chiesa di S. Cassiano del 1541;
  3. Nel 1737 si diede luogo alla costruzione della nuova Sacristia, più grande e meglio disposta della precedente, che venne completata nel 1742 nella veste attuale;
  4. Il 24 febbraio 1773, venne pagata la fattura per la posa dell’organo: detta notizia riportata dal Galli nelle sue memorie (Cap. IX° del volume “Cose di Paese e di Sacristia”) certifica che la parrocchiale era fin da allora dotata di tale strumento, posizionato sul lato dx del presbiterio, nel locale sopra il corridoio che da questo conduce alla sagrestia;
  5. Nel 1836 venne costruita la Cappella del SS. Crocefisso demolendo il portico esterno prospicente il vecchio Cimitero. (Ormai dismesso per decreto di Napoleone I° e trasportato nel 1812 a fianco della chiesa Torricella);F)- Nel 1906-1910, la parrocchiale, come struttura e finiture interne, rimasta allo stato originale, ritenuta all’epoca brutta, disadorna ed inadeguata alla funzione sua specifica di luogo di raccoglimento e preghiera, venne sottoposta, su progetto del Geom. Cozzaglio, ad una importante ristrutturazione interna che la portò alla attuale fisionomia.
  6. Nel 1926 il corpo del campanile, allora basso e senza pinnacolo, venne alzato di oltre dieci metri, donandogli l’attuale forma e dotandolo di cinque nuove campane realizzate nel 1924 nella “Pontificia Fonderia Daciano Colbachini” di Padova.
  7. Nel 1954 venne completamente sostituita la pavimentazione in cotto della Parrocchiale realizzata nel 1808, con l’attuale pavimento a mosaico eliminando purtroppo anche le numerose e preziose lapidi istoriate a pavimento, poste a copertura delle sottostanti tombe.

Estratto dal libro “La Parrocchiale di S. Maria Assunta e Ss. Emiliano e Cassiano” di Vincenzo Lucio Vezzola