Avvisi Parrocchiali

Domenica 27 – Santissima Trinità

Ore 9.30 S. Messa

Ore 10.00 S. Messa in S. Emiliano

Ore 11.00 S. Messa

Ore 12.15 S. Battesimo di Lisa Meneghelli

Ore 18.30 S. Messa

 

Lunedì 28

Ore 18.00 S. Messa

Ore 20.00 S. Rosario

Ore 21.00 In Oratorio, riunione per i nuovi volontari del Bar dell’Oratorio

 

Martedì 29

Ore 14.30 Chiusura del Catechismo per tutte le Primarie

Ore 18.00 S. Messa

Ore 20.00 S. Rosario con meditazione mariana

 

Mercoledì 30

Ore 16.15 Catechismo Secondaria

Ore 18.00 S. Messa

Ore 20.00 S. Rosario

 

Giovedì 31 – Visitazione della Beata Vergine Maria

Ore 20.30 S. Messa e processione di chiusura del Mese di Maggio

 

Venerdì 1 – S. Giustino

Ore 16.30 S. Messa in casa di riposo

 

Sabato 2

Ore 16.30 In S. Emiliano, Matrimonio tra Peter Schoner e Lisa Schatz

Ore 18.30 S. Messa

 

Domenica 3 – Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Ore 9.30 S. Messa

Ore 10.00 S. Messa in S. Emiliano

Ore 11.00 S. Messa

Ore 16.00 In S. Emiliano, Matrimonio tra Giuseppe Gentile e Nicole Pavanello

Ore 18.30 S. Messa

5×1000 all’Oratorio

Per devolvere il 5×1000 al nostro Oratorio è necessario inserire il codice 93005010173 nello spazio apposito della denuncia dei redditi. Lo scorso anno 65 persone hanno firmato a favore dell’Oratorio e ci sono stati assegnati € 2.091,65. Grazie!

Mese di Maggio

Martedì 29 ore 20.00 S. Rosario con meditazione su O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

Giovedì 31 ore 20.30 S. Messa presso la Chiesa di Pratello, a seguire processione con la recita del S. Rosario e processione. Il percorso sarà: via Levrini, via Pratello, via Caravigla, via Mazzardi. La conclusione sarà in S. Emiliano.

Per tutta l’estate ogni lunedì sera alle 20.00 presso il cortile a fianco della chiesa si reciterà il S. Rosario.

Estate

Da lunedì 4 Giugno, le SS. Messe feriali avranno i seguenti orari e saranno celebrate nei seguenti luoghi:

Lunedì Ore 18.00 Chiesa di Villa

Martedì Ore 18.00 Chiesa di Torricella (cimitero)

Mercoledì Ore 20.30 Chiesa di Pratello

Giovedì Ore 20.30 Chiesa di S. Emiliano

Venerdì Ore 16.30 Casa di Riposo

Trinità di Rublëv, a simbolo dell’unità con la Chiesa di Margherita del Castillo

Andrej Rublëv realizzò questa icona nel 1442 per la canonizzazione di Sergio di Radonež, fondatore del monastero della Trinità di San Sergio. Il committente chiese al pittore di trasmettere l’idea dell’unità della Russia intorno alla sua Chiesa, obiettivo perseguito dal santo. Solo da una fede profondamente vissuta poteva scaturire un’immagine cosi potente.

“Gloria al padre, al Figlio, allo Spirito Santo:
 a Dio che è, che era e che viene”.

Un’icona non si dipinge, si scrive. Essa, infatti, rappresenta un testo il cui alfabeto sono i colori, le linee, le espressioni dei volti dei personaggi raffigurati e racconta, svela una verità della Fede. Gli iconografi sostengono di vivere un’esperienza spirituale, una visione interiore che traducono, poi, figurativamente.

È il caso della tavola che Andrej Rublëv realizzò nel 1442 per la canonizzazione di Sergio di Radonež, fondatore del monastero della Trinità di San Sergio, il più importante centro spirituale della chiesa ortodossa russa. Il committente, l’egumeno, la guida del suddetto cenobio chiese al pittore di trasmettere l’idea dell’unità della Russia intorno alla sua Chiesa, obiettivo che San Sergio aveva perseguito per tutta la vita. Solo da una fede profondamente vissuta sarebbe potuta scaturire un’immagine cosi potente nella sua apparente e pacata semplicità.

Rublëv si rifece a una fortunata tradizione iconografica – considerate le molteplici rivisitazioni artistiche succedutesi lungo i secoli – alla base dello sviluppo della quale vi è, probabilmente la riflessione che Sant’Agostino fece a proposito del brano della Genesi, relativo alla visita dei tre angeli ad Abramo presso le Querce di Mamre. Tres vidit et unum adoravit, scrisse il santo filosofo di Ippona che interpretò questo episodio quale anticipo del mistero trinitario.

Tre figure cinte da aureole sono sedute intorno a un tavolo, al centro del quale sta il calice, simbolo eucaristico del sacrificio di Cristo. Come spesso accade, anche qui l’iconografo utilizza la prospettiva inversa ottenuta facendo convergere le linee di fuga non in un punto dietro al dipinto ma davanti ad esso, in primo piano. In questo modo non è lo spettatore che “entra” nella realtà rappresentata ma, viceversa, è il soggetto che si fa incontro all’osservatore. Dicevamo: una verità che si svela… Sullo sfondo si riconoscono una casa, dimora di Abramo, il “luogo” della Chiesa e una quercia, un albero, quello dell’Eden ma anche il legno della croce.

Delle tre figure Dio Padre è quello a sinistra, speculare allo Spirito Santo sul lato destro: l’angelo al centro è figura del Figlio. L’ordine scelto dal pittore è, dunque, quello, in cui professiamo la nostra fede nel Credo.

Non è graficamente evidenziato ma, guardando bene, i Tre personaggi sono iscritti in un cerchio, simbolo di perfezione, di eternità, di un amore che non ha né un inizio né una fine, rivolto, come i loro sguardi, al tavolo, forma invece perfettamente distinguibile, quadrangolare come la terra e il creato.

Anche i colori assumono, in questo caso, un ruolo importante. L’oro è la regalità propria di Dio e del Figlio in quanto sacerdote, cui appartiene anche il rosso, in virtù del Suo sacrificio. Il verde, simbolo di vita, è dono dello Spirito Santo. L’azzurro, o blu che dir si voglia, è proprio di tutta la triade perché sta a significare la vita eterna.

Nel 1551, a Mosca, il Concilio dei Cento capitoli stabilì che l’iconografia di Rublëv fosse il modello per antonomasia per ogni pittura ecclesiastica e che la sua interpretazione della Trinità fosse, ed effettivamente ancora lo è, l’icona delle icone. E Andrej è venerato come santo dalla chiesa ortodossa.